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...al tocco dell' amore, tutti diventano poeti...(Platone) C'è sempre qualcosa dietroC’è sempre qualcosa dietro…..questo era lo slogan pubblicitario di un prodotto che per un certo verso ci ha fatto anche ridere….ma se proviamo ad ascoltare questa frase, ci accorgiamo…che forse non è semplicemente uno slogan, ma una grande verità molto azzeccata nella nostra vita. Non è forse vero che spesso vediamo comportamenti di persone che non ci sappiamo spiegare, reazioni apparentemente esagerate a varie problematiche, sfoghi per piccole delusioni che sembrano assolutamente sproporzionate all’entità del danno…..e non è forse vero, che in queste situazioni ci chiediamo…ma cos’è che c’è dietro? Infatti, chi più chi meno, tutti noi affrontiamo la quotidianità, le amicizie e i rapporti ponendoci spesso (ma forse non abbastanza) questa domanda. Noi siamo tutti esseri diversi, con esperienze di vita vissuta alle spalle, che ci hanno trasformato in quello che siamo oggi, e ancora cambieremo in base alle scelte che faremo, alle persone che incontreremo, alle cose che ci capiteranno… Ognuno di noi tende a misurare la vita, la “normalità” col proprio metro di misura, è inevitabile….quello che per noi è “normale” è in fondo tutto ciò che conosciamo e che abbiamo, nell’arco della vita, imparato. Ma proviamo un attimo a uscire fuori dal nostro corpo…immaginiamoci di essere un uccellino, che dall’alto ci osserva, ci guarda nei vari momenti della nostra giornata….immaginiamo di scoperchiare un condominio, si proprio come se fosse una piantina, e vediamo i vari appartamenti, le stanze, una accanto all’altra, abitati da persone diverse: ….vediamo che nel primo ci sono padre, madre e due figli, si alzano, fanno colazione tutti insieme, magari seduti a una tavola rotonda, apparecchiata con una tovaglia a quadretti bianca e azzurra, e sul tavolo ci sono cereali, pane, latte, caffè, biscotti…insomma tutto per fare colazione, e sono tutti seduti lì, ridono, e si preparano per uscire di casa….. ma continuiamo a volare sopra il secondo appartamento…. ….anche lì vediamo padre madre e due figli, il padre è in piedi, legge il giornale mentre sorseggia un caffè in cucina, la madre in bagno, che si prepara i capelli, si trucca e si veste, e i figli, con lo zainetto già in spalla allungano la mano verso due brioche che sono state preparate lì in cucina dalla madre affianco a due tazze di cacao, c’è la televisione in sottofondo, col tg del mattino che il padre si guarda tra una riga di giornale e l’altra…. Ora andiamo nel terzo appartamento…. …..anche lì la situazione cambia di poco, lo scenario è lo stesso, colazione, i figli in cameretta che si vestono, il padre già sulla porta di casa che saluta con un gesto veloce ed esce perché è già in ritardo, la madre che accende i cartoni animati per i figli e li prepara tè e biscotti sul tavolino della sala prima di attaccare l’aspirapolvere e iniziare le pulizie mattutine abituali…. Sono le 7.30 in tutti tre gli appartamenti, e possiamo immaginare, che questo scenario in grandi linee si ripeta tutti i giorni….per ognuna di queste famiglie, questa è la “normalità”, il quotidiano, giusto? Certo che noi, che in questo momento siamo uccellini e quindi al di fuori delle tre situazioni diverse, ci viene da giudicare quale di queste situazioni sia la più “giusta”….(e giusta l’ho messo tra virgolette apposta), ma cerchiamo prima di riflettere, di tornare in dietro nel tempo e ricordare come era da noi…. ….risultato?....da aluni di voi non si faceva colazione?...da alcuni di voi il padre era via per lavoro quindi il mattino non lo vedevate nemmeno?....da alcuni di voi c’era la babysitter che preparava tutto perché mamma e papa uscivano presto?....da alcuni invece la situazione somigliava a una delle sopra descritte?... ….siete cresciuti male?...mi permetto di pensare di no! Allora perché come primo istinto vi viene da osservare e da giudicare quale di queste sia la situazione più giusta o più sbagliata? E ora…provate a concentrarvi…nel vostro quotidiano non è forse vero, che tendete anche voi come me a giudicare i comportamenti delle persone, a non comprenderli o capirli e a buttarvi spesso in lunghe discussioni su come si dovrebbe fare e perché? Andate col pensiero alle persone che vi circondano, agli amici, gli amanti, i colleghi di lavoro…e non vi capita di sorprendervi a dire: “secondo me così è sbagliato perché io credo che…..” “Ma io credo che”….non deriva forse dal fatto che abbiamo vissuto una cosa in un determinato modo e solo per questo ci sembra “giusto” o “meglio” di un altro? Pensateci, e pensate a quanti rapporti, con amici, amanti o colleghi di lavoro avete messo a dura prova con il vostro “metro di giudizio”. Ora siete pronti per andare avanti…..vi spiego meglio… Le reazioni delle quali parlavo all’inizio, quelle che spesso ci sembrano assurde, sproporzionate, incomprensibili…..pensateci….non sono forse reazioni dovute a momenti del vostro passato, della vostra vita, della vostra crescita che in fondo in fondo condizionano in modo sia positivo che negativo il vostro modo di essere? Cominciamo guardando noi stessi…. Situazione: guardiamo il cartone animato “bambi”….lo so lo so…sembra stupido, ma pensate….la scena ovviamente è quella dove muore la mamma di bambi… Ora...dato che siamo in parecchi a vedere questo film, le reazioni a questa scena ovviamente sono le più svariate…a chi gli scende una lacrima ma cerca di nasconderlo, chi scoppia in un pianto di sfogo, c’è chi invece piange con un espressione di serenità sul volto, c’è chi addirittura ride, c’è chi gira gli occhi come per dire, uff che sviolinata…. Dai, siate sinceri, vi sarà successo a tutti di osservare le persone attorno a voi al cinema… Ma vi siete mai chiesti come mai la stessa medesima scena può e riesce a scatenare cosi svariate reazioni? Già, è vero, c’entra il carattere….ma che cos’è il carattere….e soprattutto, chi, come e perché si forma il carattere? Credete davvero che siete nati così?....riflettete…gli esempi di prima….in breve…il carattere si è formato e continuerà a formarsi proprio per le varie situazioni, persone e fatti che sono accaduti, avete incontrato e da cui avete appreso comportamenti, modi di fare ecc. e che incontrerete ancora e capiteranno ancora. Siamo d’accordo su questo? Ok, torniamo alle reazioni vedendo bambi…. Il pianto di sfogo… ….la prima persona piange, si dispera quasi, perché si ricorda del momento in cui è morta sua madre, del dolore che ha provato in quel momento e del vuoto che tutt’ora sente dentro… …la seconda persona uguale, pianto di sfogo, ma perché sua madre sta male, e lei teme che possa perderla… …terza persona, sempre pianto di sfogo, lei ha un brutto rapporto con la madre, vorrebbe dirle tante cose ma non riesce e quella scena la fa preoccupare perché teme che quando troverà il coraggio di affrontarla possa essere troppo tardi…. E ci possono essere mille altri motivi che suscitano in una persona un pianto di sfogo, disperato e allo stesso tempo liberatorio… Andiamo avanti… Lacrime nascoste, espressione però di serenità… ….la prima persona si commuove vedendo la scena, le tornano in mente tutti i bei momenti assieme a sua madre, le passeggiate, i compleanni festeggiati e quella sensazione di amore per la madre le scaldano il cuore… …la seconda persona si commuove perché nonostante sua madre l’abbia persa da tempo, vive con il ricordo di lei, nell’arco degli anni è riuscita ad elaborare il dolore e ora riesce a pensare alla madre come a un dono che comunque l’accompagna in tutti i passi della sua vita…. …la terza persona invece si commuove, ed è anche felice, lei una madre ce l’ha, per fortuna, sono felici, vanno d’accordo e si reputa fortunata…. Anche qua….mille altre ragioni ci possono essere, non credo di dover andare avanti. Siate sinceri….a leggere le varie motivazioni per i pianti delle diverse persone, nessuno di voi si permetterebbe di dire che sono motivi stupidi, futili….giusto. Ma purtroppo, nella vita, noi non conosciamo i motivi per i vari pianti, non sappiamo, nella maggior parte delle volte nulla del passato delle persone o cmq poco delle emozioni che si portano dentro, giusto? Tante volte conosciamo le persone solo per quello che mostrano da fuori, solo per quello che loro ci vogliono far vedere e conoscere, e per far si che una persona si apra e lasci intravedere anche cose più profonde spesso ci vuole tanto tempo, tanta pazienza e soprattutto bisogna costruire tanta fiducia. Pensate a voi stessi, quante sono le persone attorno voi alle quali mostrate veramente il vostro essere, le vostre emozioni, le vostre debolezze e i vostri punti di forza…. Ed ecco così che noi, senza nemmeno renderci conto, ci ritroviamo spesso a giudicare i comportamenti, gli atteggiamenti e le reazioni di persone che in fondo nemmeno conosciamo…. Torniamo al film….immaginatevi di essere in quella sala, siete con un gruppo di amici, conoscenti, sullo schermo proprio in questo momento viene proiettata la scena della morte della madre di bambi e tre posti più in là una vostra conoscente si mette a singhiozzare in modo abbastanza appariscente se così si puo dire….voi e anche il vostro vicino di poltrona vi girate verso di lei e rimanete esterrefatti…non è quella ragazza solare e allegra, molto sicura di se, una carriera che và a gonfie vele, sempre attiva, tra palestra, serate in compagnia, viaggi di lavoro, un uragano di energia, sempre all’centro dell’attenzione, quella che non avete mai visto col muso lungo, colei che sembra che non tema nulla, che non abbia problemi rilevanti, già, per certi versi vi sembra spesso anche un po’ fredda, intoccabile….sicuramente una donna tutta d’un pezzo….. E mentre voi e il vostro compagno di poltrona vi guardate, uno con uno strano ghigno sul viso, e voi, con un immenso punto di domanda dipinto in fronte, vi passano mille pensieri per la testa…tipo…”beh…ma questa? Come è messa….”, “ma pensa cosa non si fa per attirare l’attenzione”, “eh ma che scene…ma che sarà mai, l’abbiamo visto mille volte bambi, e che diamine..”, oppure, “ha, che è, ha litigato col tipo? Hihi”, e che cavolo c’ha da piangere questa…mica le è morta la madre, io invece…” ecc….. e poi, una volta usciti da quella sala, ancora nel corridoio vi avvicinate al vostro vicino di poltrona che con la sua espressione del viso vi ha dato conferma, che anche lui avesse pensieri simili e comminciate….”oh..ma l’hai vista…minkia che scene!”, “si la solita esagerata…”, “ma chissa che cacchio c’aveva da piangere….hahaha” e così via….. Dai, non siate ipocrita, sarà sucesso sicuramente anche a voi, magari non al cinema, magari sul lavoro che un collega per essere stato ripreso dal capo ha avuto una reazione assolutamente non proporzionata, oppure, nella vostra cerchia di amici, che durante una discussione uno dei vostri amici di punto in bianco è scattato a mille quando in fondo si stava discutendo di una cosa nemmeno tanto importante, e di certo, vi sarete trovati a commentare le varie reazioni, magari scuotendo la testa e aggiungendo pure “ma questa/o è fuori”, ovviamente spalleggiati da altri, che come voi proprio non riuscivano in quel momento a comprendere quelle reazioni. Su via, è normale, è istintivo….non condanniamoci per questo….. Ma ora, fermatevi un attimo a riflettere….. Sopra, prima, avevo elencato svariati motivi, per i quali una persona puo scoppiare a piangere durante un film come bambi, vi ricordate? Per tutti questi sono motivi validi, giusto? Allora perché quando ci troviamo in una situazione del genere non riusciamo, in primis, a pensare che forse dietro a ogni comportamento apparentemente insensato ci possa essere invece per quella persona un motivo molto valido? Ed eccoci arrivati alla conclusione….ritorniamo alla prima frase di questa storia “C’è sempre qualcosa dietro” – già, noi tendiamo a dimenticarcelo troppe volte, nel rapporto con gli altri, misuriamo le loro reazioni, i loro atteggiamenti, il loro modo di fare con l’unico metro a noi conosciuto, il nostro, dimentichiamo che ognuno è un individuo a se, con una storia e delle esperienze alle spalle, che sono profondamente diverse dalle nostre, che portano ognuno di noi, a reagire alle gioie, ai dolori, alle difficoltà e alla quotidianità in un modo differente…. Troppo poche volte diamo il beneficio del dubbio, che forse siamo noi a non poter comprendere semplicemente per il fatto che non siamo l’altro…. Se ci concentrassimo su questo, tutti i giorni, con tutte le persone che abbiamo attorno, forse, riusciremo anche noi a trovare un modo tutto nuovo per rapportarci ad esse, e forse, saremo un pochino più sereni.
C’è sempre qualcosa dietro…..questo era lo slogan pubblicitario di un prodotto che per un certo verso ci ha fatto anche ridere….ma se proviamo ad ascoltare questa frase, ci accorgiamo…che forse non è semplicemente uno slogan, ma una grande verità molto azzeccata nella nostra vita.
Non è forse vero che spesso vediamo comportamenti di persone che non ci sappiamo spiegare, reazioni apparentemente esagerate a varie problematiche, sfoghi per piccole delusioni che sembrano assolutamente sproporzionate all’entità del danno…..e non è forse vero, che in queste situazioni ci chiediamo…ma cos’è che c’è dietro?
Infatti, chi più chi meno, tutti noi affrontiamo la quotidianità, le amicizie e i rapporti ponendoci spesso (ma forse non abbastanza) questa domanda.
Noi siamo tutti esseri diversi, con esperienze di vita vissuta alle spalle, che ci hanno trasformato in quello che siamo oggi, e ancora cambieremo in base alle scelte che faremo, alle persone che incontreremo, alle cose che ci capiteranno…
Ognuno di noi tende a misurare la vita, la “normalità” col proprio metro di misura, è inevitabile….quello che per noi è “normale” è in fondo tutto ciò che conosciamo e che abbiamo, nell’arco della vita, imparato. Ma proviamo un attimo a uscire fuori dal nostro corpo…immaginiamoci di essere un uccellino, che dall’alto ci osserva, ci guarda nei vari momenti della nostra giornata….immaginiamo di scoperchiare un condominio, si proprio come se fosse una piantina, e vediamo i vari appartamenti, le stanze, una accanto all’altra, abitati da persone diverse:
….vediamo che nel primo ci sono padre, madre e due figli, si alzano, fanno colazione tutti insieme, magari seduti a una tavola rotonda, apparecchiata con una tovaglia a quadretti bianca e azzurra, e sul tavolo ci sono cereali, pane, latte, caffè, biscotti…insomma tutto per fare colazione, e sono tutti seduti lì, ridono, e si preparano per uscire di casa…..
ma continuiamo a volare sopra il secondo appartamento….
….anche lì vediamo padre madre e due figli, il padre è in piedi, legge il giornale mentre sorseggia un caffè in cucina, la madre in bagno, che si prepara i capelli, si trucca e si veste, e i figli, con lo zainetto già in spalla allungano la mano verso due brioche che sono state preparate lì in cucina dalla madre affianco a due tazze di cacao, c’è la televisione in sottofondo, col tg del mattino che il padre si guarda tra una riga di giornale e l’altra….
Ora andiamo nel terzo appartamento….
…..anche lì la situazione cambia di poco, lo scenario è lo stesso, colazione, i figli in cameretta che si vestono, il padre già sulla porta di casa che saluta con un gesto veloce ed esce perché è già in ritardo, la madre che accende i cartoni animati per i figli e li prepara tè e biscotti sul tavolino della sala prima di attaccare l’aspirapolvere e iniziare le pulizie mattutine abituali….
Sono le 7.30 in tutti tre gli appartamenti, e possiamo immaginare, che questo scenario in grandi linee si ripeta tutti i giorni….per ognuna di queste famiglie, questa è la “normalità”, il quotidiano, giusto?
Certo che noi, che in questo momento siamo uccellini e quindi al di fuori delle tre situazioni diverse, ci viene da giudicare quale di queste situazioni sia la più “giusta”….(e giusta l’ho messo tra virgolette apposta), ma cerchiamo prima di riflettere, di tornare in dietro nel tempo e ricordare come era da noi….
….risultato?....da aluni di voi non si faceva colazione?...da alcuni di voi il padre era via per lavoro quindi il mattino non lo vedevate nemmeno?....da alcuni di voi c’era la babysitter che preparava tutto perché mamma e papa uscivano presto?....da alcuni invece la situazione somigliava a una delle sopra descritte?...
….siete cresciuti male?...mi permetto di pensare di no!
Allora perché come primo istinto vi viene da osservare e da giudicare quale di queste sia la situazione più giusta o più sbagliata?
E ora…provate a concentrarvi…nel vostro quotidiano non è forse vero, che tendete anche voi come me a giudicare i comportamenti delle persone, a non comprenderli o capirli e a buttarvi spesso in lunghe discussioni su come si dovrebbe fare e perché? Andate col pensiero alle persone che vi circondano, agli amici, gli amanti, i colleghi di lavoro…e non vi capita di sorprendervi a dire: “secondo me così è sbagliato perché io credo che…..”
“Ma io credo che”….non deriva forse dal fatto che abbiamo vissuto una cosa in un determinato modo e solo per questo ci sembra “giusto” o “meglio” di un altro?
Pensateci, e pensate a quanti rapporti, con amici, amanti o colleghi di lavoro avete messo a dura prova con il vostro “metro di giudizio”.
Ora siete pronti per andare avanti…..vi spiego meglio…
Le reazioni delle quali parlavo all’inizio, quelle che spesso ci sembrano assurde, sproporzionate, incomprensibili…..pensateci….non sono forse reazioni dovute a momenti del vostro passato, della vostra vita, della vostra crescita che in fondo in fondo condizionano in modo sia positivo che negativo il vostro modo di essere?
Cominciamo guardando noi stessi….
Situazione: guardiamo il cartone animato “bambi”….lo so lo so…sembra stupido, ma pensate….la scena ovviamente è quella dove muore la mamma di bambi…
Ora...dato che siamo in parecchi a vedere questo film, le reazioni a questa scena ovviamente sono le più svariate…a chi gli scende una lacrima ma cerca di nasconderlo, chi scoppia in un pianto di sfogo, c’è chi invece piange con un espressione di serenità sul volto, c’è chi addirittura ride, c’è chi gira gli occhi come per dire, uff che sviolinata….
Dai, siate sinceri, vi sarà successo a tutti di osservare le persone attorno a voi al cinema…
Ma vi siete mai chiesti come mai la stessa medesima scena può e riesce a scatenare cosi svariate reazioni?
Già, è vero, c’entra il carattere….ma che cos’è il carattere….e soprattutto, chi, come e perché si forma il carattere? Credete davvero che siete nati così?....riflettete…gli esempi di prima….in breve…il carattere si è formato e continuerà a formarsi proprio per le varie situazioni, persone e fatti che sono accaduti, avete incontrato e da cui avete appreso comportamenti, modi di fare ecc. e che incontrerete ancora e capiteranno ancora. Siamo d’accordo su questo?
Ok, torniamo alle reazioni vedendo bambi….
Il pianto di sfogo…
….la prima persona piange, si dispera quasi, perché si ricorda del momento in cui è morta sua madre, del dolore che ha provato in quel momento e del vuoto che tutt’ora sente dentro…
…la seconda persona uguale, pianto di sfogo, ma perché sua madre sta male, e lei teme che possa perderla…
…terza persona, sempre pianto di sfogo, lei ha un brutto rapporto con la madre, vorrebbe dirle tante cose ma non riesce e quella scena la fa preoccupare perché teme che quando troverà il coraggio di affrontarla possa essere troppo tardi….
E ci possono essere mille altri motivi che suscitano in una persona un pianto di sfogo, disperato e allo stesso tempo liberatorio…
Andiamo avanti…
Lacrime nascoste, espressione però di serenità…
….la prima persona si commuove vedendo la scena, le tornano in mente tutti i bei momenti assieme a sua madre, le passeggiate, i compleanni festeggiati e quella sensazione di amore per la madre le scaldano il cuore…
…la seconda persona si commuove perché nonostante sua madre l’abbia persa da tempo, vive con il ricordo di lei, nell’arco degli anni è riuscita ad elaborare il dolore e ora riesce a pensare alla madre come a un dono che comunque l’accompagna in tutti i passi della sua vita….
…la terza persona invece si commuove, ed è anche felice, lei una madre ce l’ha, per fortuna, sono felici, vanno d’accordo e si reputa fortunata….
Anche qua….mille altre ragioni ci possono essere, non credo di dover andare avanti.
Siate sinceri….a leggere le varie motivazioni per i pianti delle diverse persone, nessuno di voi si permetterebbe di dire che sono motivi stupidi, futili….giusto.
Ma purtroppo, nella vita, noi non conosciamo i motivi per i vari pianti, non sappiamo, nella maggior parte delle volte nulla del passato delle persone o cmq poco delle emozioni che si portano dentro, giusto?
Tante volte conosciamo le persone solo per quello che mostrano da fuori, solo per quello che loro ci vogliono far vedere e conoscere, e per far si che una persona si apra e lasci intravedere anche cose più profonde spesso ci vuole tanto tempo, tanta pazienza e soprattutto bisogna costruire tanta fiducia. Pensate a voi stessi, quante sono le persone attorno voi alle quali mostrate veramente il vostro essere, le vostre emozioni, le vostre debolezze e i vostri punti di forza….
Ed ecco così che noi, senza nemmeno renderci conto, ci ritroviamo spesso a giudicare i comportamenti, gli atteggiamenti e le reazioni di persone che in fondo nemmeno conosciamo….
Torniamo al film….immaginatevi di essere in quella sala, siete con un gruppo di amici, conoscenti, sullo schermo proprio in questo momento viene proiettata la scena della morte della madre di bambi e tre posti più in là una vostra conoscente si mette a singhiozzare in modo abbastanza appariscente se così si puo dire….voi e anche il vostro vicino di poltrona vi girate verso di lei e rimanete esterrefatti…non è quella ragazza solare e allegra, molto sicura di se, una carriera che và a gonfie vele, sempre attiva, tra palestra, serate in compagnia, viaggi di lavoro, un uragano di energia, sempre all’centro dell’attenzione, quella che non avete mai visto col muso lungo, colei che sembra che non tema nulla, che non abbia problemi rilevanti, già, per certi versi vi sembra spesso anche un po’ fredda, intoccabile….sicuramente una donna tutta d’un pezzo…..
E mentre voi e il vostro compagno di poltrona vi guardate, uno con uno strano ghigno sul viso, e voi, con un immenso punto di domanda dipinto in fronte, vi passano mille pensieri per la testa…tipo…”beh…ma questa? Come è messa….”, “ma pensa cosa non si fa per attirare l’attenzione”, “eh ma che scene…ma che sarà mai, l’abbiamo visto mille volte bambi, e che diamine..”,
oppure, “ha, che è, ha litigato col tipo? Hihi”, e che cavolo c’ha da piangere questa…mica le è morta la madre, io invece…” ecc…..
e poi, una volta usciti da quella sala, ancora nel corridoio vi avvicinate al vostro vicino di poltrona che con la sua espressione del viso vi ha dato conferma, che anche lui avesse pensieri simili e comminciate….”oh..ma l’hai vista…minkia che scene!”, “si la solita esagerata…”, “ma chissa che cacchio c’aveva da piangere….hahaha” e così via…..
Dai, non siate ipocrita, sarà sucesso sicuramente anche a voi, magari non al cinema, magari sul lavoro che un collega per essere stato ripreso dal capo ha avuto una reazione assolutamente non proporzionata, oppure, nella vostra cerchia di amici, che durante una discussione uno dei vostri amici di punto in bianco è scattato a mille quando in fondo si stava discutendo di una cosa nemmeno tanto importante, e di certo, vi sarete trovati a commentare le varie reazioni, magari scuotendo la testa e aggiungendo pure “ma questa/o è fuori”, ovviamente spalleggiati da altri, che come voi proprio non riuscivano in quel momento a comprendere quelle reazioni.
Su via, è normale, è istintivo….non condanniamoci per questo…..
Ma ora, fermatevi un attimo a riflettere…..
Sopra, prima, avevo elencato svariati motivi, per i quali una persona puo scoppiare a piangere durante un film come bambi, vi ricordate?
Per tutti questi sono motivi validi, giusto? Allora perché quando ci troviamo in una situazione del genere non riusciamo, in primis, a pensare che forse dietro a ogni comportamento apparentemente insensato ci possa essere invece per quella persona un motivo molto valido?
Ed eccoci arrivati alla conclusione….ritorniamo alla prima frase di questa storia
“C’è sempre qualcosa dietro” – già, noi tendiamo a dimenticarcelo troppe volte, nel rapporto con gli altri, misuriamo le loro reazioni, i loro atteggiamenti, il loro modo di fare con l’unico metro a noi conosciuto, il nostro, dimentichiamo che ognuno è un individuo a se, con una storia e delle esperienze alle spalle, che sono profondamente diverse dalle nostre, che portano ognuno di noi, a reagire alle gioie, ai dolori, alle difficoltà e alla quotidianità in un modo differente….
Troppo poche volte diamo il beneficio del dubbio, che forse siamo noi a non poter comprendere semplicemente per il fatto che non siamo l’altro….
Se ci concentrassimo su questo, tutti i giorni, con tutte le persone che abbiamo attorno, forse, riusciremo anche noi a trovare un modo tutto nuovo per rapportarci ad esse, e forse, saremo un pochino più sereni.
C’è sempre qualcosa dietro…..questo era lo slogan pubblicitario di un prodotto che per un certo verso ci ha fatto anche ridere….ma se proviamo ad ascoltare questa frase, ci accorgiamo…che forse non è semplicemente uno slogan, ma una grande verità molto azzeccata nella nostra vita.
Non è forse vero che spesso vediamo comportamenti di persone che non ci sappiamo spiegare, reazioni apparentemente esagerate a varie problematiche, sfoghi per piccole delusioni che sembrano assolutamente sproporzionate all’entità del danno…..e non è forse vero, che in queste situazioni ci chiediamo…ma cos’è che c’è dietro?
Infatti, chi più chi meno, tutti noi affrontiamo la quotidianità, le amicizie e i rapporti ponendoci spesso (ma forse non abbastanza) questa domanda.
Noi siamo tutti esseri diversi, con esperienze di vita vissuta alle spalle, che ci hanno trasformato in quello che siamo oggi, e ancora cambieremo in base alle scelte che faremo, alle persone che incontreremo, alle cose che ci capiteranno…
Ognuno di noi tende a misurare la vita, la “normalità” col proprio metro di misura, è inevitabile….quello che per noi è “normale” è in fondo tutto ciò che conosciamo e che abbiamo, nell’arco della vita, imparato. Ma proviamo un attimo a uscire fuori dal nostro corpo…immaginiamoci di essere un uccellino, che dall’alto ci osserva, ci guarda nei vari momenti della nostra giornata….immaginiamo di scoperchiare un condominio, si proprio come se fosse una piantina, e vediamo i vari appartamenti, le stanze, una accanto all’altra, abitati da persone diverse:
….vediamo che nel primo ci sono padre, madre e due figli, si alzano, fanno colazione tutti insieme, magari seduti a una tavola rotonda, apparecchiata con una tovaglia a quadretti bianca e azzurra, e sul tavolo ci sono cereali, pane, latte, caffè, biscotti…insomma tutto per fare colazione, e sono tutti seduti lì, ridono, e si preparano per uscire di casa…..
ma continuiamo a volare sopra il secondo appartamento….
….anche lì vediamo padre madre e due figli, il padre è in piedi, legge il giornale mentre sorseggia un caffè in cucina, la madre in bagno, che si prepara i capelli, si trucca e si veste, e i figli, con lo zainetto già in spalla allungano la mano verso due brioche che sono state preparate lì in cucina dalla madre affianco a due tazze di cacao, c’è la televisione in sottofondo, col tg del mattino che il padre si guarda tra una riga di giornale e l’altra….
Ora andiamo nel terzo appartamento….
…..anche lì la situazione cambia di poco, lo scenario è lo stesso, colazione, i figli in cameretta che si vestono, il padre già sulla porta di casa che saluta con un gesto veloce ed esce perché è già in ritardo, la madre che accende i cartoni animati per i figli e li prepara tè e biscotti sul tavolino della sala prima di attaccare l’aspirapolvere e iniziare le pulizie mattutine abituali….
Sono le 7.30 in tutti tre gli appartamenti, e possiamo immaginare, che questo scenario in grandi linee si ripeta tutti i giorni….per ognuna di queste famiglie, questa è la “normalità”, il quotidiano, giusto?
Certo che noi, che in questo momento siamo uccellini e quindi al di fuori delle tre situazioni diverse, ci viene da giudicare quale di queste situazioni sia la più “giusta”….(e giusta l’ho messo tra virgolette apposta), ma cerchiamo prima di riflettere, di tornare in dietro nel tempo e ricordare come era da noi….
….risultato?....da aluni di voi non si faceva colazione?...da alcuni di voi il padre era via per lavoro quindi il mattino non lo vedevate nemmeno?....da alcuni di voi c’era la babysitter che preparava tutto perché mamma e papa uscivano presto?....da alcuni invece la situazione somigliava a una delle sopra descritte?...
….siete cresciuti male?...mi permetto di pensare di no!
Allora perché come primo istinto vi viene da osservare e da giudicare quale di queste sia la situazione più giusta o più sbagliata?
E ora…provate a concentrarvi…nel vostro quotidiano non è forse vero, che tendete anche voi come me a giudicare i comportamenti delle persone, a non comprenderli o capirli e a buttarvi spesso in lunghe discussioni su come si dovrebbe fare e perché? Andate col pensiero alle persone che vi circondano, agli amici, gli amanti, i colleghi di lavoro…e non vi capita di sorprendervi a dire: “secondo me così è sbagliato perché io credo che…..”
“Ma io credo che”….non deriva forse dal fatto che abbiamo vissuto una cosa in un determinato modo e solo per questo ci sembra “giusto” o “meglio” di un altro?
Pensateci, e pensate a quanti rapporti, con amici, amanti o colleghi di lavoro avete messo a dura prova con il vostro “metro di giudizio”.
Ora siete pronti per andare avanti…..vi spiego meglio…
Le reazioni delle quali parlavo all’inizio, quelle che spesso ci sembrano assurde, sproporzionate, incomprensibili…..pensateci….non sono forse reazioni dovute a momenti del vostro passato, della vostra vita, della vostra crescita che in fondo in fondo condizionano in modo sia positivo che negativo il vostro modo di essere?
Cominciamo guardando noi stessi….
Situazione: guardiamo il cartone animato “bambi”….lo so lo so…sembra stupido, ma pensate….la scena ovviamente è quella dove muore la mamma di bambi…
Ora...dato che siamo in parecchi a vedere questo film, le reazioni a questa scena ovviamente sono le più svariate…a chi gli scende una lacrima ma cerca di nasconderlo, chi scoppia in un pianto di sfogo, c’è chi invece piange con un espressione di serenità sul volto, c’è chi addirittura ride, c’è chi gira gli occhi come per dire, uff che sviolinata….
Dai, siate sinceri, vi sarà successo a tutti di osservare le persone attorno a voi al cinema…
Ma vi siete mai chiesti come mai la stessa medesima scena può e riesce a scatenare cosi svariate reazioni?
Già, è vero, c’entra il carattere….ma che cos’è il carattere….e soprattutto, chi, come e perché si forma il carattere? Credete davvero che siete nati così?....riflettete…gli esempi di prima….in breve…il carattere si è formato e continuerà a formarsi proprio per le varie situazioni, persone e fatti che sono accaduti, avete incontrato e da cui avete appreso comportamenti, modi di fare ecc. e che incontrerete ancora e capiteranno ancora. Siamo d’accordo su questo?
Ok, torniamo alle reazioni vedendo bambi….
Il pianto di sfogo…
….la prima persona piange, si dispera quasi, perché si ricorda del momento in cui è morta sua madre, del dolore che ha provato in quel momento e del vuoto che tutt’ora sente dentro…
…la seconda persona uguale, pianto di sfogo, ma perché sua madre sta male, e lei teme che possa perderla…
…terza persona, sempre pianto di sfogo, lei ha un brutto rapporto con la madre, vorrebbe dirle tante cose ma non riesce e quella scena la fa preoccupare perché teme che quando troverà il coraggio di affrontarla possa essere troppo tardi….
E ci possono essere mille altri motivi che suscitano in una persona un pianto di sfogo, disperato e allo stesso tempo liberatorio…
Andiamo avanti…
Lacrime nascoste, espressione però di serenità…
….la prima persona si commuove vedendo la scena, le tornano in mente tutti i bei momenti assieme a sua madre, le passeggiate, i compleanni festeggiati e quella sensazione di amore per la madre le scaldano il cuore…
…la seconda persona si commuove perché nonostante sua madre l’abbia persa da tempo, vive con il ricordo di lei, nell’arco degli anni è riuscita ad elaborare il dolore e ora riesce a pensare alla madre come a un dono che comunque l’accompagna in tutti i passi della sua vita….
…la terza persona invece si commuove, ed è anche felice, lei una madre ce l’ha, per fortuna, sono felici, vanno d’accordo e si reputa fortunata….
Anche qua….mille altre ragioni ci possono essere, non credo di dover andare avanti.
Siate sinceri….a leggere le varie motivazioni per i pianti delle diverse persone, nessuno di voi si permetterebbe di dire che sono motivi stupidi, futili….giusto.
Ma purtroppo, nella vita, noi non conosciamo i motivi per i vari pianti, non sappiamo, nella maggior parte delle volte nulla del passato delle persone o cmq poco delle emozioni che si portano dentro, giusto?
Tante volte conosciamo le persone solo per quello che mostrano da fuori, solo per quello che loro ci vogliono far vedere e conoscere, e per far si che una persona si apra e lasci intravedere anche cose più profonde spesso ci vuole tanto tempo, tanta pazienza e soprattutto bisogna costruire tanta fiducia. Pensate a voi stessi, quante sono le persone attorno voi alle quali mostrate veramente il vostro essere, le vostre emozioni, le vostre debolezze e i vostri punti di forza….
Ed ecco così che noi, senza nemmeno renderci conto, ci ritroviamo spesso a giudicare i comportamenti, gli atteggiamenti e le reazioni di persone che in fondo nemmeno conosciamo….
Torniamo al film….immaginatevi di essere in quella sala, siete con un gruppo di amici, conoscenti, sullo schermo proprio in questo momento viene proiettata la scena della morte della madre di bambi e tre posti più in là una vostra conoscente si mette a singhiozzare in modo abbastanza appariscente se così si puo dire….voi e anche il vostro vicino di poltrona vi girate verso di lei e rimanete esterrefatti…non è quella ragazza solare e allegra, molto sicura di se, una carriera che và a gonfie vele, sempre attiva, tra palestra, serate in compagnia, viaggi di lavoro, un uragano di energia, sempre all’centro dell’attenzione, quella che non avete mai visto col muso lungo, colei che sembra che non tema nulla, che non abbia problemi rilevanti, già, per certi versi vi sembra spesso anche un po’ fredda, intoccabile….sicuramente una donna tutta d’un pezzo…..
E mentre voi e il vostro compagno di poltrona vi guardate, uno con uno strano ghigno sul viso, e voi, con un immenso punto di domanda dipinto in fronte, vi passano mille pensieri per la testa…tipo…”beh…ma questa? Come è messa….”, “ma pensa cosa non si fa per attirare l’attenzione”, “eh ma che scene…ma che sarà mai, l’abbiamo visto mille volte bambi, e che diamine..”,
oppure, “ha, che è, ha litigato col tipo? Hihi”, e che cavolo c’ha da piangere questa…mica le è morta la madre, io invece…” ecc…..
e poi, una volta usciti da quella sala, ancora nel corridoio vi avvicinate al vostro vicino di poltrona che con la sua espressione del viso vi ha dato conferma, che anche lui avesse pensieri simili e comminciate….”oh..ma l’hai vista…minkia che scene!”, “si la solita esagerata…”, “ma chissa che cacchio c’aveva da piangere….hahaha” e così via…..
Dai, non siate ipocrita, sarà sucesso sicuramente anche a voi, magari non al cinema, magari sul lavoro che un collega per essere stato ripreso dal capo ha avuto una reazione assolutamente non proporzionata, oppure, nella vostra cerchia di amici, che durante una discussione uno dei vostri amici di punto in bianco è scattato a mille quando in fondo si stava discutendo di una cosa nemmeno tanto importante, e di certo, vi sarete trovati a commentare le varie reazioni, magari scuotendo la testa e aggiungendo pure “ma questa/o è fuori”, ovviamente spalleggiati da altri, che come voi proprio non riuscivano in quel momento a comprendere quelle reazioni.
Su via, è normale, è istintivo….non condanniamoci per questo…..
Ma ora, fermatevi un attimo a riflettere…..
Sopra, prima, avevo elencato svariati motivi, per i quali una persona puo scoppiare a piangere durante un film come bambi, vi ricordate?
Per tutti questi sono motivi validi, giusto? Allora perché quando ci troviamo in una situazione del genere non riusciamo, in primis, a pensare che forse dietro a ogni comportamento apparentemente insensato ci possa essere invece per quella persona un motivo molto valido?
Ed eccoci arrivati alla conclusione….ritorniamo alla prima frase di questa storia
“C’è sempre qualcosa dietro” – già, noi tendiamo a dimenticarcelo troppe volte, nel rapporto con gli altri, misuriamo le loro reazioni, i loro atteggiamenti, il loro modo di fare con l’unico metro a noi conosciuto, il nostro, dimentichiamo che ognuno è un individuo a se, con una storia e delle esperienze alle spalle, che sono profondamente diverse dalle nostre, che portano ognuno di noi, a reagire alle gioie, ai dolori, alle difficoltà e alla quotidianità in un modo differente….
Troppo poche volte diamo il beneficio del dubbio, che forse siamo noi a non poter comprendere semplicemente per il fatto che non siamo l’altro….
Se ci concentrassimo su questo, tutti i giorni, con tutte le persone che abbiamo attorno, forse, riusciremo anche noi a trovare un modo tutto nuovo per rapportarci ad esse, e forse, saremo un pochino più sereni.
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